Snellire i procedimenti amministrativi, rafforzare l’efficacia dell’azione locale e garantire maggiore certezza del diritto: sono questi gli obiettivi della proposta di revisione del Codice dei Beni Culturali. Ma c’è un aspetto cruciale da considerare: qualsiasi intervento normativo deve inserirsi in una visione organica che assicuri il giusto equilibrio tra interesse pubblico e privato, soprattutto in materia di autorizzazione paesaggistica.
Durante l’audizione davanti alle Commissioni Ambiente e Cultura del Senato, il CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ), rappresentato dal Consigliere Anna Buzzacchi, responsabile del Dipartimento Patrimonio culturale, ambiente e sostenibilità, ha evidenziato una criticità rilevante: l’eterogeneità dei Piani Paesaggistici regionali. Questo crea difficoltà nell’attribuire ai poteri locali la facoltà di esprimere pareri vincolanti senza un preventivo intervento della Soprintendenza.
Codice dei Beni Culturali: il commento del CNAPCC
“Viene da domandarsi - è stato osservato - perché il Piano Paesaggistico non venga valorizzato come strumento guida nella pianificazione territoriale, favorendo così anche l’introduzione del silenzio-assenso”.
Un ulteriore punto di attenzione riguarda la Direttiva EPBD sulle “Case Green”, che impone un aggiornamento normativo per conciliaretransizione energeticaetutela del paesaggio. È essenziale distinguere tra ambiente, inteso come ecosistema fisico, e paesaggio, che ha una dimensione percettiva, etica e relazionale.
Infine, il CNAPPC sottolinea che una semplificazione normativa priva di strumenti adeguati rischia di generare ulteriore confusione. In quest’ottica, è necessario regolamentare il ruolo delle Commissioni locali del paesaggio, definendone competenze, criteri operativi e riconoscendo un compenso adeguato ai professionisti coinvolti.
Un Codice rivisitato deve quindi porsi come obiettivo non solo l’efficienza, ma anche la qualità della gestione paesaggistica e culturale del nostro territorio.
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