La corsa verso la transizione energetica non deve trasformarsi in una minaccia per l’ambiente e il paesaggio italiano. Oltre duecento sindaci, riuniti nel coordinamento "per una transizione energetica rispettosa dei territori e dei cittadini", lanciano un appello al governo e al Parlamento affinché si evitino speculazioni dannose, dettate dalla necessità di rispettare gli obiettivi europei sulle rinnovabili. Il rischio? Un'espansione incontrollata di impianti industriali che potrebbero stravolgere il territorio, senza una reale pianificazione.
I primi cittadini, oggi oltre 210, presentano un manifesto con proposte concrete per restituire potere decisionale alle comunità locali in materia di installazione di eolico e fotovoltaico. Al centro della loro richiesta, la necessità di promuovere incentivi per impianti a basso impatto ambientale: "Le scadenze imposte dall’UE per il 2030, che prevedono almeno altri 80 GW di rinnovabili, possono essere rispettate senza sacrificare il paesaggio. Secondo l’Ispra, sfruttando le superfici già edificate si potrebbero generare tra i 70 e i 92 GW di energia solo con il fotovoltaico su tetti esistenti. Considerando che entro fine 2024 l’incremento delle rinnovabili ha già raggiunto 19 GW, basterebbe puntare su queste soluzioni per raggiungere gli obiettivi senza impatti negativi sull’ambiente e sulla società".
Transizione energetica: quadro normativo da rivedere
I sindaci denunciano un quadro normativo che, anziché tutelare il territorio, sta favorendo una speculazione sfrenata nel settore delle rinnovabili: "Ci troviamo in un Far West normativo, con 6000 progetti per impianti industriali presentati, pari a oltre cinque volte gli obiettivi fissati dal Green Deal. Molti di questi progetti ignorano completamente le peculiarità dei territori, causando conflitti sociali e consumo di suolo".
La soluzione esiste e passa per un nuovo approccio, più equilibrato e sostenibile. I sindaci chiedono al governo di seguire le indicazioni del Rapporto dell’Ispra, che propone un modello condiviso capace di soddisfare le esigenze di tutti: cittadini, amministrazioni locali, Stato e Unione Europea.
L’incontro decisivo è fissato per il 16 aprile alle 19 in Senato, dove i primi cittadini presenteranno le loro proposte ai parlamentari di maggioranza e opposizione. Sarà l’occasione per ribadire che la transizione energetica deve essere un'opportunità di crescita, non un rischio per l'ambiente e le comunità.